Da trent’anni, in Italia, si vota con le liste bloccate

Quando eravamo all’opposizione ci siamo battuti contro questo sistema. Oggi, al Governo, abbiamo provato a cambiarlo proponendo, con un emendamento, l’introduzione delle preferenze. Ma la palude ha inghiottito anche questo tentativo. Il voto segreto, preteso dalle opposizioni, lo ha affossato. E, subito dopo, sono arrivati gli applausi, i cori da stadio, l’esultanza della sinistra. Non per una vittoria ottenuta nell’interesse degli italiani, ma per aver impedito agli italiani di scegliere da chi farsi rappresentare. È questa l’immagine che resta: una palude che si difende da sola. Ogni volta che qualcuno prova a muovere le acque, c’è sempre chi preferisce lasciarle immobili. Perché nella palude, in fondo, c’è chi ha imparato a stare comodo. Noi, a differenza del campo largo, continueremo a credere che la democrazia sia più forte quando a decidere sono i cittadini, non le segreterie di partito. 

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