Salvate il soldato Berlusconi

Il giudizio finale su Berlusconi lo darà la storia, come per tutti i personaggi controversi che hanno segnato la vita dell’Italia.

Un uomo che ha costruito dal nulla un impero economico, che ha creato la TV commerciale, ha inventato, in un mese, un Partito che ha stravinto le elezioni ed impedito che la “prodigiosa macchina da guerra” del post-comunista Occhetto conquistasse il potere.

Ha avuto anche comportamenti discutibili e forse, alcune volte, di dubbia liceità, anche se è concomitante l’immagine di una violenta aggressione nei suoi confronti di una parte della magistratura militante di sinistra, che ha dato l’impressione di una ricerca di vendetta politica più che di giustizia.

Comune sia un uomo non comune, di grande spessore e volontà.

Qualunque sia il giudizio che ognun ne vuol dare non ci pare dignitoso per lui e per il ruolo che ha avuto nel paese quello che sta succedendo in questi giorni.

La vecchiaia è una brutta bestia, che occlude le arterie, ritarda i riflessi, rende la persona fragile e indifesa.

Stringe il cuore vederlo barcollare nell’emiciclo del Senato e mettere per scritto gli sgarbi subiti da giovani politici rampanti.

Qualcuno deve intervenire per impedire che il decadimento fisico, le sue frustrazioni senili, la normale perdita di lucidità ne appannino la figura istituzionale e umana, influendo anche sulla vita politica e sociale dell’Italia.

Intervengano i figli, gli amici di lungo corso, perché il tramonto fisico e politico di un uomo protagonista, nel bene e male, di una grande parte della storia recente del paese, sia gestito in maniera diversa, con dignità e riservo.

Se non lo fanno i figli e gli amici lo devono fare i compagni delle battaglie compiute assieme per un Italia moderata, liberale, riformista.

La bandiera di queste battaglie riformiste e liberali continuerà a sventolare portata avanti ora da Carlo Calenda e Matteo Renzi e chi non vuole finire nell’abbraccio mortale del sovranismo e populismo faccia le sue scelte ora, scenda in campo a costruire assieme a noi un nuovo grande partito Riformista, Liberale, Europeo.

Un partito di centro non ideologico che sappia dialogare con tutti, alla ricerca della soluzione dei concreti problemi dell’oggi e non a difesa di bandierine fuori del tempo.

Aiutare a governare con umanità la triste uscita di scena del Cavaliere è l’unica soluzione per evitare a lui umiliazioni peggiori e danni importanti all’Italia e chi può farlo, deve farlo.

 

Francesco Colucci, Riformisti x il Terzo Polo 

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