Alle ore 17.30 di mercoledì prossimo (24 giugno) verrà presentato sulle Mura a Lucca, alla Foresteria della Casa del boia, il libro “Avevo le scarpe di polvere e cielo” di Loredana Giannini, edito da mariapacinifazzi. Saranno presenti, oltre all’autrice, Francesca Fazzi, editrice, Francesco Cecchetti, ex assessore alla cultura del comune di Capannori e Gianni Quilici, poeta e critico poliedrico.
“Avevo le scarpe di polvere e cielo” è un lungo racconto autobiografico, profondo e insieme divertente, che scorre leggendolo, come se fosse un film.
Il grande pregio del libro, infatti, è lei, Loredana-bambina, che ci colpisce, che ci fa sorridere. Perché è un personaggio vitale, di una vitalità traboccante.
È lei la capobanda (pur essendo femmina) della sua corte,
spavalda, sfrontata, caparbia, competitiva, indomita, ribelle fino
all'incoscienza, ma è anche delicata, affettiva, altruista, a
volte ipersensibile. E questa sensibilità si coglie nel rapporto, amoroso e conflittuale, con la madre, ma soprattutto con il padre, con l’amica del cuore, con gli animali tutti, perfino con topini piccolissimi con gli occhietti ancora chiusi.
Ma dentro la storia dell'infanzia di Loredana c'è un paese in
mezzo alle colline della Piana di Lucca, Segromigno in
Monte, alla fine degli anni '60 inizio anni '70, un paesino fondamentalmente contadino, con una presenza dominante, con i suoi riti, della Chiesa, con l’affermarsi del mito americano, nel momento in cui l'agricoltura va in crisi e inizia quel processo di industrializzazione che porterà a un mutamento progressivo e veloce dell'intera società. Per tutte queste ragioni è un racconto da leggersi anche nelle scuole, perché ha una forza che crea identificazione e nello stesso fa riflettere su un passato, che è più vicino di quanto si pensi.