Il nuovo ponte e, il Comune, come al solito......

....è stato messo nel sacco (volendomi esprimere in modo elegante). Il percorso fatto dagli studenti, ovviamente, è stato un percorso guidato e le proposte espresse, ancor più ovviamente, non sono solo farina del sacco degli studenti. Il bello è che, le proposte tirate fuori dagli illuminatissimi giovani, sono state scremate da una commissione evidentemente poco aquilina, la quale ha lasciato un nome idiota (ponte dell'airone), uno sballato (ponte Matilde di C. ...non a caso proposto da una certa scuola) e quindi un solo nome utilizzabile (Arturo Paoli). Poi ci sarebbe da divertirsi andando fuori dalle due scuole che hanno scelto il nome Paoli, per chiedere ai ragazzi che escono, esclusi quelli delle classi che hanno lavorato al progetto, cui hanno certo spiegato le cose: sapete chi sia Arturo Paoli?? Se esistesse a Lucca il giornalismo di inchiesta, certo stamattina un giornalista si potrebbe mettere all'uscita del Liceo Scientifico Vallisneri e dell'Istituto Fermi per fare un sondaggino casuale su una trentina di studenti, così ci sarebbe da ridere. Ora la gran pagliacciata si concluderà con un sondaggio che non è un referendum, il quale, scommetto, si esprimerà per l'airone. Avremo così coronato il tutto attribuendo al manufatto un nome privo di qualsiasi significato. Poi i furboni come Pardini Cattani verranno fuori (sono già venuti fuori), dicendo che stanno populisticamente con i buoni studenti contro la cattiva politica manipolatoria e guai a chi tocca l'airone!! Tutta la vicenda è esempio devastante dell'inconsistenza totale della politica culturale del Comune di Lucca. Il Sindaco si è fatto abbindolare da questo macchinoso procedimento e ha accettato che venisse posto in essere. Questo dimostra la totale incapacità politica e culturale di un sindaco e di una giunta di promotori e organizzatori di eventi e nulla più. La politica culturale è stata appaltata a Casapound, la quale fa i festival con i soliti ovvi nomi della pseudocultura destrorsa, il tutto di un conformismo senza fine. Poi fanno le rievocazioni continue per assorbire voti dalle associazioni di figuranti. Poi hanno fatto quella cosa immonda del cambiamento del nome di uno dei più antichi teatri pubblici d'Italia, ciò per volontà di un commercialista invasato e perfino contro il parere della commissione demandata a valutare la proposta. Ora si trovano a rinunciare alla prerogativa democratica di denominare il ponte, prerogativa a loro assegnata dalla legge. Se sceglieranno saranno tacciati di nemici dei giovani dall'antipoliticume dominante, come qui sopra si vede. Se rinunceranno avremo un nome del menga, salvo poi continuare a chiamarlo "ponte novo", come la città continua, per fortuna, a dire "teatro del Giglio". In conclusione il Sindaco si è dimostrato un dilettante e ora se la prende nel fiocco. Spero di sbagliarmi e dunque, se il Sindaco ha un minimo di dignità e di profilo politico, sarà costretto a prendere tutti e nove i nomi scelti dalle scuole, sbattersene delle commissioni e del sondaggio che non ha nulla di democratico e sottoporli alla commissione, o forse meglio al Consiglio Comunale, perché se ne scelga uno, salvando almeno, in articulo mortis, un minimo di metodo democratico e di rispetto della legge.
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