La stanchezza cronica, quando non basta il sonno
Esiste una forma di stanchezza che il riposo non risolve. Non migliora dopo una buona notte di sonno, attraversa interi fine settimana senza arretrare e resiste anche alle ferie.
Sempre più diffusa tra chi vive ritmi di lavoro intensi, viene spesso scambiata per pigrizia, per un periodo difficile o per una questione di carattere. La ricerca scientifica la descrive invece come una condizione precisa, con meccanismi biologici ben documentati.
A spiegarne l'origine è il modello del carico allostatico, introdotto nel 1993 dal neuroscienziato Bruce McEwen della Rockefeller University. Il carico allostatico è l'usura che il corpo accumula quando è esposto a stress ripetuto o prolungato, la conseguenza fisiologica dell'attivazione continua dei sistemi di risposta allo stress.
In condizioni normali questi sistemi si attivano davanti a una difficoltà e si disattivano quando il pericolo è passato. Il problema nasce quando restano accesi troppo a lungo, senza ricevere mai il segnale di spegnimento.
La ricerca ha documentato una progressione in due fasi. In un primo momento l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che governa la risposta allo stress, va in iperattività e produce cortisolo in eccesso. È la fase dell'iperattivazione, in cui la persona è costantemente su di giri e fatica a fermarsi anche quando il corpo è esausto. Se lo stress non si interrompe, lo stesso sistema con il tempo si esaurisce e comincia a produrre cortisolo in quantità troppo basse. È la fase dell'esaurimento, e corrisponde alla stanchezza che il sonno non riesce più a colmare.
Questo capovolgimento spiega sintomi che spesso non vengono collegati tra loro:
- la tendenza ad ammalarsi non appena ci si ferma,
- l'irritabilità per piccole cose,
- la perdita di interesse per attività che prima davano energia.
Non si tratta di un cedimento della volontà, è proprio il sistema biologico che ha consumato le proprie riserve.
Il recupero, secondo questo modello, non passa dal dormire di più. A questo stadio un weekend di sonno arretrato non basta. Servono interventi che riducano il carico complessivo: diminuire il numero di decisioni quotidiane, ripristinare ritmi regolari di sonno, alimentazione e movimento, e accettare che il recupero si misura in settimane o mesi, non in giorni.
L'approfondimento completo sul fenomeno, con l'analisi delle due fasi, i segnali da riconoscere e le strategie di recupero, è disponibile su AltroStile.net, la testata diretta dalla giornalista Patrizia Landini dedicata alla salute bioevolutiva, alla prevenzione e alla longevità.
Link all'articolo: https://altrostile.net/stanchezza-cronica-sonno-non-basta/
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