Per una Lucca giusta, equa e partecipata.
Siamo un gruppo di cittadini e cittadine che, a seguito dell’ottima iniziativa posta in essere dai 100 “Under 30 per una una Lucca diversa” vogliono dare il loro contributo a questo percorso”
Siamo un gruppo di cittadini e cittadine che vivono, lavorano e frequentano Lucca e che, in vista delle elezioni comunali del 2027, vogliono portare nel dibattito pubblico una diversa idea di città. Serve restituire alle persone il potere di decidere e incidere sulle scelte che riguardano le proprie vite.
Serve far tornare Lucca a chi la abita, a misura di cittadino e cittadina, non solo di turista.
Non è un’utopia: è una possibilità concreta, fatta di volontà politica e scelte amministrative consapevoli.
I punti principali del nostro appello sono:
ripartire dai territori del nostro comune, ascoltando le esigenze specifiche di chi vive in ogni zona
un serio ragionamento sui servizi pubblici. Le scelte del comune sono spesso vincolate o richiedono mediazioni con altri enti, ma questo non può impedire una visione di lungo periodo. A partire dai trasporti: servono collegamenti efficaci tra frazioni e centro. La stazione di Lucca può diventare un vero nodo della mobilità
una Lucca che si prenda cura dell’ambiente. Negli ultimi anni abbiamo visto progetti con forti impatti, come gli assi viari. Sosteniamo i comitati che si oppongono a un’opera costosa (circa 170 milioni) e già obsoleta, che non porterebbe benefici reali. I rischi ambientali sono evidenti: dalla fragilità della falda agli effetti sulla viabilità, sulla vivibilità e sull’economia agricola locale. Non sempre le grandi opere servono. Crediamo nella cura quotidiana del territorio, nella prevenzione e in una mobilità più sostenibile
la questione culturale. La Giunta Pardini ha utilizzato fondi pubblici in direzione revisionista, in contrasto con i valori antifascisti della Costituzione. Vogliamo un dibattito culturale aperto, accessibile e diffuso anche nelle frazioni. Servono più spazi e una rete tra associazioni, enti e cittadini
i giovani. Dopo le superiori molti se ne vanno. A Lucca mancano prospettive e spazi di aggregazione. Quelli esistenti sono pochi e spesso ostacolati. L’ex manifattura tabacchi poteva essere un grande spazio pubblico per attività e socialità, ma rischia di diventare un progetto privato. Anche altri spazi, come il Foro Boario, sono stati affidati con logiche più economiche che sociali
i beni comuni. Il patrimonio pubblico è spesso affidato dall’alto, ma esistono esperienze che hanno costruito comunità vive. Serve un modello diverso, che coinvolga direttamente chi vive quegli spazi, con forme di autoregolamentazione e apertura al territorio. Anche a Lucca è possibile sviluppare un progetto sui beni comuni, prendendo esempio da esperienze come gli usi civici urbani di Napoli
un comune che non lasci indietro nessuno. Le politiche abitative non bastano a rispondere alla crisi in corso, aggravata dall’aumento dei costi legato al turismo. Ogni anno molte famiglie restano escluse. Serve un piano casa che utilizzi immobili pubblici e privati abbandonati. Gli strumenti ci sono, manca la volontà politica
Lucca e il turismo. La pressione turistica è in crescita. Non siamo ancora ai livelli di Firenze o Venezia, ma la direzione è quella: svuotamento del centro e aumento della gentrificazione. Le attività locali sono in difficoltà, escluse quelle legate al turismo. Servono regole chiare: codici identificativi, limiti alle key lock, regolamentazione delle attività. Turismo e cittadinanza devono convivere
democrazia partecipativa. I cittadini sono sempre meno coinvolti. Senza circoscrizioni, gli spazi di confronto sono ridotti. Non basta il dialogo informale: servono strumenti concreti di partecipazione, assemblee pubbliche e possibilità reali di incidere sulle decisioni. I cittadini devono tornare protagonisti
Lucca e i diritti di tuttə. La città deve essere inclusiva nei fatti. Carriera Alias nelle scuole, sportelli di supporto per persone queer, formazione obbligatoria per personale comunale e polizia locale, riconoscimento pieno delle famiglie arcobaleno, adesione alla rete RE.A.DY: sono scelte concrete per garantire diritti e contrastare le discriminazioni
Questa è la Lucca che immaginiamo: una città possibile, come dimostrano altre esperienze in Italia (Napoli, Grottammare, Campi Bisenzio, Favara). Una città per chi la vive, per tutte e tutti.
Vogliamo iniziare un percorso verso una tornata elettorale difficile e incerta, con una Giunta Pardini ormai condizionata da Casapound/Difendere Lucca.
Vogliamo partire dal basso, senza decisioni prese in pochi luoghi, mettendoci a disposizione di chi condivide questa visione.
Dopo questo appello vogliamo incontrarci, faccia a faccia, con tutte e tutti gli interessati, per ascoltare e costruire insieme qualcosa di diverso per la nostra città.
Per chi volesse firmare l’appello oppure contattarci può scrivere all’indirizzo mail:
appelloperlucca2027@gmail.com