Referendum
costituzionale:
iniziativa pubblica per il NO al Referendum in piazza San
Francesco
Appuntamento
domani, giovedì 19, dalle 17
LUCCA, 18 marzo 2026 - Il lungo viaggio del comitato lucchese Società civile per il “No” al referendum costituzionale sulla magistratura si chiuderà giovedì 19 marzo, alle 17, in piazza San Francesco con un’iniziativa aperta a tutte e tutti.
L’appuntamento sarà una nuova occasione per ribadire le ragioni del no e per difendere i principi fondamentali della Costituzione insieme a ospiti illustri, musica e partecipazione dal basso delle tante cittadine e dei tanti cittadini che in questi giorni hanno deciso di mettere la propria faccia a sostegno del No al Referendum. All’incontro parteciperanno Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto tra i più autorevoli studiosi del costituzionalismo contemporaneo, e Andrea Pertici, docente di diritto costituzionale.
Gli interventi saranno intervallati da momenti musicali curati da due musicisti del territorio, Igor Vazzaz e Igor Santini.
“Al centro dell’appello per il NO - spiegano i membri del comitato lucchese - ci sono alcune ragioni fondamentali: la difesa dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, che la riforma rischia di compromettere; la tutela della rappresentanza democratica, messa in discussione da meccanismi che riducono il ruolo del Parlamento; la salvaguardia dei principi costituzionali, che garantiscono diritti, partecipazione e pluralismo”.
“La riforma voluta dal Governo, invece, vuole mettere le mani sulla magistratura, introducendo modifiche che possono indebolire i contrappesi istituzionali senza risolvere i problemi reali del funzionamento dello Stato, rischiando di accentrare il potere e ridurre gli spazi di partecipazione democratica. In sintesi, non sono chiari i vantaggi della legge Nordio, mentre è chiarissimo l’intento di fondo: mettere le mani sulla giustizia, sulla Costituzione con una riforma sostanzialmente inutile se non peggiorativa. Per queste ragioni, l’invito che rivolgiamo alla cittadinanza è quello di partecipare al referendum e votare NO: per difendere la Costituzione, la qualità della democrazia e l’equilibrio tra le istituzioni”.