Le filastrocche di Daniele Bianucci sulla Remigrazione
Ho letto l’intervento del consigliere Bianucci sulla Nazione. La cornice aveva ospitato nei giorni precedenti l’editoriale di Meucci e il commento di Del Barga. Si profilava quindi un dibattito. Dibattito già chiuso dalle solite filastrocche di Bianucci.
Nell’intervento del consigliere non c’è un argomento, nessun commento nel merito della proposta, nessuna posizione se non l’anatema verso la destra (detto da uno di sinistra è sicuramente un argomento interessante…), che siamo stati anche noi emigranti (e quindi con diritto di delinquere impunemente?), che Pardini deve prendere posizione (che suona come il “Meloni riferisca in Parlamento” che il Pd usa in ogni circostanza). E ovviamente una leccatina codina che non guasta mai. Nessuna analisi del fenomeno, nessuna controproposta, nessun numero (anche fosse per contestare quelli dati da Del Barga): niente di niente. Il dibattito politico è “tu sei brutto io bello”.
Mentre solo questa settimana un immigrato è stato arrestato alla stazione di Lucca per violenza su una donna e un altro ‘richiedente asilo’ perché era un criminale di un certo spessore, la politica locale non riesce ad articolare un pensiero che non sia una filastrocca elettorale. Senza le parole del politicamente corretto, Bianucci saprebbe articolare un pensiero?
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