Difendere Lucca replica al PD: “La scuola è di tutti, non del PD. Aberrante è il controllo politico nelle aule”



Difendere Lucca replica subito al PD lucchese che si è lamentato dell’appello, lanciato dalla lista di maggioranza, a segnalare casi di negazionismo sul genocidio delle foibe che avvengano in spazi pubblici.

“Notiamo innanzitutto che il PD ha ritrovato la voce sul tema foibe. Non lo ha fatto per commentare i gravi atti di intimidazione avvenuti per l’inaugurazione dello Scaffale del Ricordo. Non lo ha fatto per i comunicati giustificazionisti dell’estrema sinistra. Non lo ha fatto per le frasi che esaltano le foibe o il danneggiamento della mostra su Norma Cossetto. Non lo ha fatto per l’ostentazione della bandiera comunista titina nei cortei della sinistra terminale. Lo fa invece quando Difendere Lucca richiede il rispetto della legge nei luoghi pubblici: mettiamolo agli atti”.
“La reazione del PD è sintomatica: si sentono padroni delle scuole e sanno, evidentemente, che nella aule presidiate dai loro professori non si rispettano i dettami previsti dalla legge istitutiva del Giorno del Ricordo. Ancora di più quindi — continua Difendere Lucca — chiediamo a studenti e genitori di segnalarci casi di rimozione e negazione del dramma delle foibe”.
“Questa che suona come un’autodenuncia da parte del PD non deve passare inosservata. Per decenni nelle scuole non si è parlato delle foibe e molti di noi, da studenti, si sono scontrati con professori Sessantottini che sistematicamente rimuovevano il ricordo. Ora si continua ad occultare la storia dei massacri di italiani ad opera dei partigiani comunisti di Tito, o a giustificarli come reazione politica? Il muro dell’omertà sta cadendo, continuiamo su questa strada”.
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