Sostanze stupefacenti in Italia cosa è punito cosa è tollerato

In Italia la legge non distingue tra “droghe leggere” e “droghe pesanti”, ma separa in modo netto uso personale e spaccio. È questo il vero discrimine giuridico. La normativa sugli stupefacenti, pur modificata più volte negli anni, mantiene questa impostazione di fondo. Il possesso di sostanze stupefacenti per uso personale non è un reato penale, quindi non comporta arresto né una condanna. Non significa però che sia consentito. Si tratta di un illecito amministrativo: chi viene trovato con sostanze per uso personale può subire la sospensione o il ritiro della patente, del passaporto o di altri documenti, oltre a una possibile segnalazione ai servizi per le dipendenze. Non si finisce davanti a un giudice penale, ma le conseguenze incidono comunque sulla vita quotidiana. Un punto spesso poco chiaro riguarda le quantità. Non esiste una soglia fissa e valida per tutti che separi automaticamente uso personale e spaccio. La valutazione avviene caso per caso e tiene conto di diversi elementi: quantità, modalità di conservazione, presenza di bilancini o dosi già suddivise, disponibilità di denaro contante, contesto e precedenti. In alcune situazioni anche quantitativi ridotti possono essere considerati finalizzati allo spaccio, mentre in altre casi quantità maggiori possono essere ricondotte all’uso personale. La coltivazione di cannabis resta vietata, anche se limitata a poche piante e destinata al consumo personale. Alcune decisioni giurisprudenziali hanno aperto spiragli molto ristretti per ipotesi di minima entità, ma nella pratica coltivare comporta ancora un concreto rischio di conseguenze penali. Non è equiparata al semplice possesso. Per le altre sostanze stupefacenti come cocaina, eroina, MDMA, anfetamine o LSD il meccanismo è identico: l’uso personale comporta sanzioni amministrative, mentre la detenzione a fini di spaccio è un reato penale. È importante ricordare che anche la cessione gratuita, per esempio a un amico, è considerata spaccio a tutti gli effetti. Un’attenzione particolare va posta alle sostanze legali ma soggette a controllo, come alcuni farmaci oppioidi, ansiolitici o stimolanti. L’assunzione senza prescrizione o la cessione a terzi può comportare responsabilità penali o amministrative. La prescrizione medica rappresenta il confine tra uso lecito e illecito. A margine di questo quadro, vale la pena fermarsi su una contraddizione evidente. Alcol e sigarette sono sostanze legali, socialmente accettate e facilmente reperibili, eppure causano ogni anno un numero elevatissimo di morti, malattie e incidenti. L’alcol è direttamente collegato a incidenti stradali, violenze e gravi danni alla salute, mentre il fumo di sigaretta è una delle principali cause prevenibili di tumori e patologie cardiovascolari. Nonostante ciò, il loro consumo è regolato e tassato, non proibito. Questo confronto non serve a minimizzare i rischi delle droghe illegali, ma mette in luce come la distinzione tra ciò che è legale e ciò che non lo è non coincida sempre con il livello reale di pericolosità. È una scelta normativa e culturale, più che una semplice valutazione sanitaria, e aiuta a capire perché il tema delle sostanze, in Italia, resti complesso e spesso carico di ambiguità.
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