PROGETTO ASSE NORD/SUD: DUE DIVERSI RICORSI AL TAR UTILI PER BLOCCARLO.


Il tempo gioca a favore di chi si oppone alla realizzazione di un vecchio progetto di viabilità fuori dal suo tempo, completamente prigioniero della vecchia cultura novecentesca di mobilità. Il ricorso al TAR da parte del Forum ambiente e salute della Piana, che da anni guida e coordina l’opposizione alla realizzazione del cosiddetto asse Nord/Sud, è un atto positivo che di per sé blocca la possibilità di andare subito a bando di gara per l’affidamento dei lavori. Certo, un ricorso può avere un esito positivo o negativo per chi lo presenta, ma nel frattempo, si blocca il processo e si prende del tempo prezioso, se poi fosse accolto, come mi auguro, molto probabilmente avremmo messo la parola fine a questa tragicomica commedia che si trascina dalla fine del secolo scorso. Oltre a questo ricorso ispirato chiaramente da chi quest’opera inutile e dannosa la vuole cancellare definitivamente, c’è anche un altro ricorso al Tar presentato dal Comune di Capannori che non ha lo stesso segno politico e culturale ma è ugualmente importante e prezioso perché Capannori contesta il fatto che non è stata recepita la sua osservazione principale posta a condizione per il suo consenso all’intera opera. Nella Delibera si dice chiaramente che così com’è quest’opera non serve a niente perché rappresenta un moncone di strada di circa 7 chilometri, che da Marlia, scarica tutto il traffico alla rotonda di Antraccoli, cioè a un chilometro circa dal centro del capoluogo, infatti, per il tratto Antraccoli casello autostradale del Frizzone manca il progetto e soprattutto mancano i finanziamenti. Perché questo ricorso è importante? Perché a presentarlo è un grande Comune, poi perché nel caso di accoglimento verrebbe bloccato il Bando di gara per l’affidamento dei lavori per un periodo molto lungo, necessario a completare il progetto e soprattutto a trovare i fondi necessari, cosa al quanto difficile di questi tempi, e anche questo, potrebbe rappresentare il colpo di grazia definitivo a questo inutile progetto. Tutto il mondo e moltissimi paesi europei, sono impegnati nel processo di transizione dal modello di mobilità del novecento verso un nuovo modello di mobilità per il XXI secolo, prendere tempo significa indebolire le voci favorevoli che appaiono sempre di più anacronistiche e rafforzare le idee e le proposte alternative di chi guarda al futuro ed è in sintonia con questi processi di transizione consapevoli che l’attuale modello di mobilità è insostenibile, non perché lo diciamo solo noi, ma perché sostenuto da tutti i centri di studio e di ricerca a livello europeo e internazionale che prefigurano modelli di mobilità del futuro sempre meno centrati sulla gomma, sul trasporto individuale privato e prefigurano tutti uno sviluppo di un trasporto pubblico intelligente, efficiente e multimodale. Ora si può disquisire sulla natura di questo ricorso che dice no ad un progetto monco e si ad un progetto comprensivo del collegamento con il casello autostradale, che addirittura andrebbe ad aumentare il suo impatto ambientale, la cementificazione e il consumo di nuovo territorio e ad impattare pesantemente su alcune frazioni centrali del Comune. Siccome come Sinistra Italiana e AVS oggi, ed io personalmente dalla fine degli anni ’80, ho sempre contrastato questo progetto, e siccome ci siamo presentati alle amministrative sostenendo che avremmo fatto di tutto, qualsiasi cosa, per mettere i bastoni tra le ruote e fermare quest’opera che sconvolgerebbe l’intera Piana, spaccandola in due come una mela, peggiorando la sua sicurezza in termini di rischio idrogeologico e qualità dell’aria, dico, benvenuti a tutti e due i ricorsi, che, indipendentemente dai loro contenuti, rappresentano due robusti bastoni infilati nelle ruote di questa macchina infernale di interessi e di regressione culturale, che da decenni insiste per fare un’opera fuori dal suo tempo e fuori dalla storia.

Eugenio Baronti

Responsabile Dipartimento ambiente regionale di Sinistra Italiana Toscana.

14/01/2026

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