Aule gelide a Lucca: quando studiare diventa uno sport invernale

A Lucca il rientro a scuola ha preso una piega nordica. Al liceo Vallisneri le aule sono così fredde che più che studenti sembrano esploratori polari: giacche, sciarpe, cappucci tirati su e qualcuno pronto a chiedere il tè caldo invece dell’interrogazione. I termosifoni, fedeli alla tradizione, fanno presenza scenica ma scaldano poco o niente, con temperature che restano ben lontane da quelle previste per legge. Il risultato è semplice: stare seduti fermi a seguire una lezione diventa un esercizio di resistenza più che di concentrazione. Così, dopo la ricreazione, un gruppo numeroso di studenti ha deciso che rientrare in classe non era un’idea geniale. Fuori faceva freddo, certo, ma almeno era un freddo “onesto”. Dentro, invece, l’illusione del riscaldamento acceso rendeva tutto ancora più surreale. Le spiegazioni ufficiali parlano di impianti vecchi, accensioni prolungate, tentativi di aggiustamento che però non portano grandi benefici. In pratica: si fa quel che si può, ma non basta. Anche perché quell’edificio ha i giorni contati e dovrebbe essere abbattuto per far posto a una struttura nuova di zecca. Traduzione: investire ora su un sistema che andrà in pensione a breve non entusiasma nessuno. Nel frattempo, però, le lezioni continuano in modalità “campo base alpino” e gli studenti promettono di non restare in silenzio se la situazione non cambia. Perché una cosa è studiare con sacrificio, un’altra è farlo battendo i denti. Morale della storia: a Lucca l’inverno non si studia sui libri di geografia, si vive direttamente in classe. E il voto in resistenza al freddo, quello sì, lo stanno già meritando tutti. Da non credere....
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