Cresce la domanda di profili tecnici ed emergono le competenze interculturali. Si riduce il mismatch in Lucchesia, ma peggiora leggermente sulla costa. Investimenti green in lieve rafforzamento a Pisa, mentre la trasformazione digitale entra in una fase di consolidamento.
Viareggio, 13 gennaio 2026. Nel 2025 i programmi di assunzione delle imprese nelle province della Toscana Nord-Ovest mostrano un quadro a due velocità. Se Lucca ha accelerato con previsioni di entrata in crescita del 4%, Pisa e Massa-Carrara hanno registrato una flessione, rispettivamente del 6% e del 3%, complici le incertezze che continuano a condizionare in negativo alcuni comparti industriali e il rallentamento della spinta propulsiva dei servizi in alcune aree. Il dato più critico che è emerso dalle strategie di reclutamento resta il persistente "mismatch" tra domanda e offerta: per circa la metà delle entrate programmate le aziende hanno confermato infatti notevoli difficoltà nel reperire i profili idonei. Sul fronte delle strategie aziendali si è delineato un quadro in cui le imprese della Toscana Nord-Ovest stanno ricalibrando le proprie priorità, muovendosi tra la necessità di consolidare i progressi tecnologici già raggiunti e l'urgenza di rispondere alla sfida della sostenibilità con investimenti “green” mirati. Questo è quanto emerge dai dati del Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e condotta con il supporto della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dell’Istituto Studi e Ricerche – ISR.
“Le previsioni consolidate per il 2025 ci restituiscono l'immagine di un sistema produttivo che si muove a diverse velocità, capace di cogliere le opportunità di ripresa in alcuni territori ma ancora segnato da frenate strutturali in altri. – osserva Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – Se da un lato vediamo il consolidamento della trasformazione digitale, dall'altro emerge la necessità di non abbassare la guardia sugli investimenti green. Resta purtroppo severa la difficoltà delle imprese nel reperire i profili professionali richiesti, una criticità che interessa ormai stabilmente un inserimento su due, con un peggioramento sulla costa. Su questo terreno la Camera di Commercio non allenterà il proprio impegno: colmare il divario tra domanda e offerta è essenziale per non frenare il potenziale di sviluppo dei nostri territori."
Il 2025 per il mercato del lavoro lucchese si è chiuso all’insegna del dinamismo, con le imprese che hanno programmato 40.200 nuovi ingressi, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente. Questa vivacità occupazionale è stata alimentata principalmente dal settore dei servizi, per il quale si è rilevata una crescita del 7% nelle assunzioni, e dell’agricoltura (+17%), mentre l’industria ha mostrato un lieve calo (-3%). In questo scenario, favorevole in termini quantitativi, le imprese stanno evolvendo anche in qualità ricalibrando le proprie strategie di selezione con una forte domanda di profili tecnici: le richieste di diplomati provenienti dagli ITS Academy (720) risultano raddoppiate rispetto al 2024. Nonostante un lieve miglioramento, le difficoltà di reperimento restano elevate (46%), con le aziende orientate a dare priorità a competenze trasversali come la flessibilità (63%). Sul fronte dell'innovazione, il territorio sembra aver scelto una fase di consolidamento delle tecnologie digitali, mentre gli investimenti green si assestano al 21%, mantenendo un ruolo strategico per la competitività delle industrie locali.
In provincia di Massa-Carrara, con 15.060 assunzioni previste, le imprese hanno delineato un 2025 all'insegna di una contrazione contenuta (-3%). Se da un lato il comparto industriale ha risentito di una fase di assestamento (-8%), in particolare nei settori estrattivo (-21%), metalmeccanico (-9%) e delle costruzioni (-6%), dall'altro la stabilità complessiva dei servizi e il trend positivo dell’agricoltura (+9%) hanno contribuito a contenere la flessione. Resta critico, e in lieve peggioramento, il nodo della difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 51% delle entrate programmate (+1 punto percentuale). Segnali positivi arrivano dalla transizione ecologica: cresce la quota di imprese, specialmente nei servizi e nell'agricoltura, che hanno deciso di puntare su tecnologie green, portando al 27% la media provinciale degli investitori in tecnologie sostenibili per aumentare il risparmio energetico e ridurre l’impatto ambientale.
Le previsioni annuali per la provincia di Pisa descrivono un mercato del lavoro in fase di assestamento nel 2025, con 36.220 nuovi ingressi e una flessione del 6% rispetto all'anno precedente. Il calo ha interessato trasversalmente i macro-settori: l'industria ha ridotto le previsioni di assunzioni del 12%, risentendo della contrazione in comparti chiave come la moda (-18%), la metalmeccanica (-14%) e le costruzioni (-8%). Anche i servizi hanno mostrato una flessione (-4%), con il commercio in calo del 7%. Unica nota positiva arriva dall'agricoltura (+3%). Sul fronte della sostenibilità si registra un lieve rafforzamento: il 24% delle imprese investitrici ha orientato le proprie risorse verso soluzioni green (contro il 22% del 2024), con punte del 47% nel settore agricolo. Pisa registra tuttavia la quota più alta di posizioni di difficile reperimento tra le tre province (52%), rendendo sempre più prioritario l'incontro tra formazione e fabbisogni aziendali delle imprese.
La nota completa di grafici e tabelle per ciascuna delle tre province è allegata a questo comunicato stampa ovvero scaricabile dal sito www.isr-ms.it.
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