Il rumore continuo non è partecipazione
C’è una figura ormai ricorrente nel dibattito di questo simpatico blog: : un signore che riempie di foto, mini post e commenti contro qualunque cosa riguardi la città. Panchine, eventi, arredi urbani, decisioni amministrative, dettagli minimi elevati a scandali permanenti. Tutto diventa prova di un declino senza appello. Il problema non è la critica in sé, che è legittima e spesso necessaria, ma la modalità compulsiva con cui viene praticata, si intende può continuare a fare ciò che vuole la mia pure è solo una critica legittima senza voler censurare nessuno, la libertà è proprio la parte più bella di questo Blog, sia inteso.
Questo tipo di comunicazione a mio parere personalissimo non costruisce un confronto, lo satura. Una sequenza infinita di immagini e frasi brevi crea l’illusione dell’impegno civico, ma in realtà produce solo rumore. Non c’è approfondimento, non c’è distinzione tra ciò che è davvero grave e ciò che è semplicemente opinabile, non c’è proposta. È un flusso che vive di indignazione continua e che alla lunga anestetizza, invece di svegliare.
Il caso dei keybox è emblematico. In molte città i consigli comunali hanno modificato i regolamenti di polizia urbana e ne hanno imposto la rimozione a spese dei proprietari. È una questione concreta, amministrativa, risolvibile. Ma anche qui il tema viene buttato nel calderone generale del “va tutto male”, senza indicare chi deve decidere, con quali strumenti, in quali tempi. La domanda “chi aspettiamo?” resta sospesa, più come slogan che come richiesta politica precisa.
Così la critica smette di essere pressione democratica e diventa sfogo permanente. Non aiuta i cittadini a capire, non aiuta l’amministrazione a correggere, non aiuta nemmeno chi scrive a essere preso sul serio. Anzi, l’effetto paradossale è che anche le osservazioni giuste finiscono per sembrare l’ennesimo post, intercambiabile con cento altri.
Lucca non ha bisogno di essere difesa acriticamente, ma nemmeno bombardata ogni giorno come se fosse un disastro urbano senza redenzione. La critica vera seleziona, argomenta, insiste su pochi punti chiari. Tutto il resto è solo una cronaca dell’irritazione personale, che può anche fare compagnia a chi la prova, ma difficilmente cambia qualcosa.
Con questo dopo aver detto la mia insignificante idea, un parere opinabile il mio, auguro a tutti felice anno e continue pubblicazioni, gradendo critiche e complimenti.
Ciao
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