Le biciclette appoggiate al cancello e il silenzioso primato delle vedove

Succede spesso nei cimiteri, soprattutto quelli di paese: arrivi e trovi una fila ordinata di biciclette da donna appoggiate ai cancelli, come se si fossero date appuntamento. Nessuna fretta, nessun lucchetto: lì non ruba nessuno, al massimo ti spostano il cestino per passare. È una scena che si ripete con una regolarità quasi rassicurante, tanto da diventare parte del paesaggio, come i cipressi o il ghiaietto che scricchiola sotto i piedi. Poi entri, e il colpo d’occhio è sempre lo stesso: più vedove che vedovi. Molte di più. Le riconosci subito. Passo lento, borsa stretta al braccio, uno straccio in mano o un mazzetto di fiori che non fanno rumore. Si fermano davanti alle tombe con una naturalezza che viene solo dall’abitudine. Non è tristezza urlata, è una presenza costante, silenziosa, quasi domestica. Come se la visita fosse una commissione importante ma normale, tipo andare al mercato o dal medico. I vedovi, invece, sembrano una specie rara. Non è che non esistano, ma si vedono meno. Forse arrivano in auto, forse delegano, forse fanno i conti col dolore in modo diverso. O forse, più semplicemente, vivono meno a lungo e il conto finale lo paga la statistica. Fatto sta che, tra le lapidi, sono le donne a tenere viva la memoria quotidiana, quella fatta di gesti piccoli: una foglia tolta, una foto raddrizzata, un lumino cambiato. E quelle biciclette fuori? Sembrano dire molto più di quanto sembri. Raccontano di donne che non hanno perso l’abitudine di muoversi, di andare, di esserci. Anche quando la vita ha tolto tanto, restano in sella, pedalando piano, senza clamore. Arrivano al cancello, appoggiano la bici e entrano. Fanno quello che sentono giusto fare, senza bisogno di testimoni. Alla fine, uscendo, le biciclette sono ancora lì. Uguali, pazienti. E ti viene da pensare che in quei cimiteri non ci sia solo la fine delle cose, ma anche una lezione silenziosa: l’amore, quello vero, spesso ha il passo lento, una bici semplice e una presenza che non salta mai un appuntamento. E no, non ha bisogno di essere rumoroso per essere fortissimo.
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