Caso Della Nina: la difesa d'ufficio del Consigliere regionale Fantozzi (Fdi) smentita dai fatti.

Caso Della Nina: la difesa d'ufficio del Consigliere regionale Fantozzi (Fdi) smentita dai fatti. Vittorio Fantozzi, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, ha diffuso un comunicato per attaccare Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, reo di aver denunciato nel 2021 - facendolo finire sotto processo in questi giorni per istigazione all'odio razziale - Massimo della Nina, all'epoca consigliere comunale di estrema destra a Porcari, il quale aveva scritto un post riguardante un uomo ucciso con un colpo di pistola dall'assessore alla "sicurezza" della Lega, a Voghera. "Il marocchino morto a Voghera era un rifiuto umano - aveva commentato Della Nina - Indignatevi per altro, non per questa feccia. Oggi il mondo è più pulito (...). Lo ripeto, l’altro giorno a Voghera, non è morto nessuno". Per Fantozzi, il fatto di chiamare a rispondere un esponente politico delle proprie affermazioni è "sproporzionato", anche perché "certamente come lui stesso ha ammesso, non ha usato termini appropriati per commentare il fatto di cronaca". Falso. Soltanto alcuni giorni dopo, Della Nina rivendicava: "(Ho scritto) un post libero, schietto, sincero, diretto (...). Scrivendo quel post, io non ho commesso alcun reato. E di questo ho la certezza, avendolo letto sabato pomeriggio al comando dei Carabinieri, che difatti, non mi hanno trattenuto. Un post che peraltro rispetta anche le ferree regole imposte da Facebook, sempre solerte a stigmatizzare e condannare comportamenti scorretti da parte dei suoi utenti. Quindi in sintesi, un post assolutamente legittimo che rispecchia il mio pensiero sull’argomento." E ancora: "Se vivi all’interno della legge, sei un individuo riconosciuto e quindi sei qualcuno. Se decidi di vivere al di fuori delle regole diventi conseguentemente, un nessuno”. E quindi - ne consegue - ti possono sparare liberamente e uccidere.
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