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Melania Giglio
porta ‘Rapsodia Shakespeariana’ a Vitoio: “Nei sonetti del
Bardo l’amore libero e il tempo eterno”
Mercoledì
2 settembre alle ore 21, nella Chiesa di Santa Maria Assunta, il
Graal Cult Fest chiude il ciclo di spettacoli su William Shakespeare
in Garfagnana ideato e curato da Consuelo Barilari
GARFAGNANA
– Sarà un meraviglioso viaggio, tra parole e musica,
nell’affascinante e complesso mondo poetico del Bardo.
Mercoledì
2 settembre
alle ore
21,
nella suggestiva cornice della Chiesa
di Santa Maria Assunta
a Vitoio
nel Comune di Camporgiano, andrà in scena l’ultimo spettacolo del
ciclo “William
Shakespeare in Garfagnana”,
il progetto teatrale ideato e curato da Consuelo
Barilari
ed inserito all’interno della sesta edizione del “Graal
Cult Fest”.
Protagonista
assoluta Melania
Giglio,
la più acclamata attrice shakespeariana del momento - a livello
nazionale se non europeo – con il suo “Rapsodia
Shakespeariana”:
un modo nuovo di raccontare i sonetti del Cigno dell’Avon,
calandosi nel contesto in cui furono concepiti e risalendo alle
figure che ne ispirarono i versi.
Non una semplice lettura
delle poesie, ma una vera e propria immersione - narrativa e musicale
– nell’opera del più grande poeta inglese, che vedrà l’artista
guidare per mano il pubblico accompagnata dall’attore, cantante e
polistrumentista Lorenzo
Patella
(voce e chitarra acustica).
Il contesto
ambientale e paesaggistico
farà la sua parte nell’allestimento. “È
la prima volta che mi esibisco in Garfagnana –
ammette Melania Giglio – e
sono molto curiosa di scoprire questa terra, amena e bucolica, che
ben si presta alla rappresentazione delle opere di Shakespeare”.
Ma qual è il segreto del fascino
senza tempo
del Bardo? “È
stato un fine conoscitore dell’animo umano –
spiega Giglio –
e i personaggi che ha creato sono diventati punti di riferimento
interiori per tutti noi.
I
suoi lavori sono capisaldi della nostra cultura. Un artista che ha
saputo rinnovarsi continuamente, fino a giungere a noi, continuando
ad insegnare agli artisti ed al pubblico”.
E
i sonetti
di Shakespeare, in questo senso, sono illuminanti perché trattano di
temi profondi con i quali confrontarsi. “Del
Bardo colpisce soprattutto la libertà assoluta con cui ha saputo
parlare di se stesso
– afferma Giglio -. Nei
sonetti affronta le origini dell’amore, platonico e carnale, e
indaga il tempo, inteso come tiranno, individuando nella poesia e
nella letteratura l’unico antidoto contro il suo inesorabile
trascorrere”.
L’attualità
delle opere di Shakespeare sta proprio nella loro universalità.
“Oggi
rileggo volentieri “La Tempesta”
– conclude Giglio – perché
restituisce in pieno il senso del teatro come unica isola di
salvezza. Ma al lettore contemporaneo suggerirei di prendere (o
riprendere) in mano i drammi romani – Giulio Cesare, Antonio e
Cleopatra e Coriolano – perché permettono di riflettere sul
potere”.
Lo
spettacolo di Vitoio, per cui, si preannuncia un tuffo nell’opera
shakespeariana per appassionare e incuriosire chi non ha
dimestichezza con i suoi versi, ma anche per chi vuole approfondire
una delle più importanti figure artistiche della cultura
occidentale.
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