Importante Convegno Ordine dei Medici
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Oggi è l'8 Marzo ed in questo giorno si celebra la “Giornata Internazionale della Donna (o Giornata internazionale dei diritti delle donne)”. Avendo da sempre vissuto con naturalezza e spontaneità esistenziale la parità di sesso, il rispetto e la dignità della Donna, l'appuntamento annuale con questa Festa per me potrebbe essere considerabile come un giorno qualunque, proprio perchè in ognuno dei 365 giorni dell'anno ho la massima attenzione, il massimo rispetto e la massima considerazione per la Donna, ma i preoccupanti dati relativi ai femminicidi ed agli infiniti atti di violenza, sopruso, ingiustizia, abuso, sfruttamento e discriminazione perpetrati nella contemporaneità nei confronti delle donne a livello mondiale, ricordano quanto invece sia ancora importante vivere questo giorno come un'ulteriore e necessaria occasione di riflessione, per una sempre più ampia sensibilizzazione delle coscienze, in molti casi “cieche”, “sorde”, “sopite” e superficiali. Un giorno, questo, che deve essere capace di indurre ogni uomo a ritrovare in ogni donna, indipendentemente dal colore della pelle, dell'etnia e della religione, il viso della propria madre, della propria figlia, della propria sorella, per le quali ogni uomo degno di chiamarsi tale, dovrebbe provare amore, considerazione e rispetto, desiderando per loro il meglio della vita, in ogni senso. Confidando che questa giornata dedicata alla Donna possa essere vissuta come un alto e necessario momento di riflessione, di crescita ed evoluzione sociale ed esistenziale, scelgo di condividere questa mia opera a pastello sanguigna che propone una bambina in armonia con dei piccioni, ai quali offre del cibo, come simbolo capace di ricordare il prezioso ed insostituibile riferimento di alto nutrimento umano ed ideale che con le sue innate doti la Donna ha sempre rappresentato nella storia dell'Umanità. Buona Festa della Donna ed auguri a tutte le Donne!
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
Così facendo si avvalla ancora di più la debolezza della donna, che deve subire anche questa festa. La donna non ha bisogno di questa carnevalata commerciale, la donna è forte anche senza la mimosa.
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