Lucca, il segreto più elegante della Toscana che (quasi) nessuno vuole svelare
Ci sono città che si visi ...

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio 2026, richiama con senso di responsabilità civile l’attenzione della comunità scolastica e dell’opinione pubblica su un fenomeno che continua a incidere profondamente sulla vita delle giovani generazioni. Il bullismo e il cyberbullismo non rappresentano semplici conflitti tra pari, ma forme di violazione della dignità umana che compromettono l’equilibrio psicologico, l’autostima e il diritto di ogni studente a vivere un ambiente educativo sicuro.
I dati più recenti confermano la gravità e la diffusione del fenomeno. Secondo l’ISTAT, oltre il 68% degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito, nel corso dell’ultimo anno, almeno un comportamento offensivo, aggressivo o di esclusione, in presenza o attraverso strumenti digitali. Una parte significativa riferisce episodi ripetuti con cadenza mensile o settimanale. Sul piano digitale, circa un terzo dei giovani segnala di aver sperimentato atti vessatori online, mentre una percentuale rilevante dichiara di essere stata vittima di veri e propri episodi di cyberbullismo. Anche i dati forniti da Telefono Azzurro evidenziano centinaia di casi seguiti nel solo 2025, a testimonianza di una sofferenza diffusa che interpella direttamente il sistema educativo.
Dietro le statistiche vi sono storie reali e drammatiche. Il Coordinamento intende ricordare con rispetto Carolina Picchio, la cui morte nel 2013 è divenuta simbolo della lotta al cyberbullismo e ha contribuito a rafforzare la consapevolezza legislativa e sociale su questo tema; Andrea Spezzacatena, scomparso nel 2012 a seguito di ripetute umiliazioni e atti di derisione; e Alessandro Cascone, la cui vicenda ha riportato all’attenzione pubblica il peso insostenibile che l’isolamento e la pressione dei pari possono esercitare su un adolescente. Ricordare questi nomi significa ribadire che l’indifferenza può avere conseguenze irreparabili e che ogni comunità educante è chiamata a vigilare, ascoltare e intervenire.
In riferimento alla circolare ministeriale concernente le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, le istituzioni scolastiche sono invitate a promuovere, nella giornata del 7 febbraio, momenti di riflessione educativa rivolti all’intera comunità scolastica. Il Coordinamento sollecita i docenti a dedicare uno spazio di dialogo e confronto nelle classi, nell’ambito dell’Educazione civica o attraverso percorsi interdisciplinari, affinché la prevenzione sia parte integrante dell’azione formativa e non mera risposta emergenziale.
In tale prospettiva, il Coordinamento propone alle scuole un progetto mediale innovativo dal titolo “VoceXVoce – La Scuola che Ascolta”, un format contemporaneo di narrazione digitale partecipata che unisce storytelling, media education e apprendimento cooperativo. L’iniziativa prevede la realizzazione, da parte degli studenti, di un docufilm o di un racconto multimediale interattivo costruito attraverso testimonianze, riflessioni, micro-interviste, podcast o brevi video, con l’obiettivo di raccontare il fenomeno del bullismo dal punto di vista di chi lo vive, lo osserva o lo contrasta.
“VoceXVoce – La Scuola che Ascolta” intende trasformare gli studenti da semplici destinatari di messaggi educativi a protagonisti attivi della cultura del rispetto. Attraverso metodologie didattiche innovative come il project-based learning, il cooperative learning e lo storytelling digitale, l’attività favorisce lo sviluppo del pensiero critico, delle competenze digitali e della cittadinanza consapevole. La produzione potrà essere condivisa all’interno della comunità scolastica o in rete con altre scuole, creando un circuito virtuoso di confronto e diffusione di buone pratiche.
Il 7 febbraio non sia soltanto una ricorrenza simbolica, ma un’occasione per consolidare un impegno permanente nella costruzione di ambienti educativi inclusivi e rispettosi dei diritti di ciascuno. Educare al rispetto, all’empatia e alla responsabilità significa trasformare la memoria delle giovani vite perdute in un’azione concreta e quotidiana, affinché nessuno studente debba più sentirsi solo o privo di ascolto.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
Ma i docenti scolastici sono preparati per questo ruolo? La base di tutto parte da loro, la scuola deve essere gestita da persone preparate per lo scopo , forse una specializzazione in psicologia non sarebbe male. Bravi tutti ad esporre e spiegare le loro materie, ma sul lato umano tanta carenza, ma non per negligenza, ma per mancanza di istruzione.
Anonimo - 08/02/2026 10:10Ci sono città che si visi ...
Per me, “La voce” ha u ...
L’Accademia Italiana del ...
Fermi tutti, ho letto che ...
Lucca. Compleanno del pitt ...
LUCCA LEGGE, ALLA IMT LIB ...
Esami di laboratorio: i ...
L'agricoltura sociale cres ...
80 anni fa il voto alle do ...
NUOVA ALLEANZA FRA PROVINC ...
Salve, Vi scriv ...
Fashion in Flair - Shoppin ...
Il Coordinamento Nazion ...
S. Anma Zona Palmiro Togli ...
L’Azienda USL Tosca ...
OSCAR FARINETTI A LUCCA PE ...
Lucca. Omaggiamo il ricord ...
Sono passati due anni e me ...
L’associazione Napoleone ...
Comune e Diocesi dovrebber ...