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  • 24/01/2026 17:23

Coreglia celebra il “Giorno delle Memoria”: incontro nelle scuole con lo storico Matteo Viviani


Martedì 27 gennaio, alle ore 10.45, il giovane studioso coreglino Matteo Viviani incontrerà i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Ghivizzano in occasione della commemorazione delle vittime dell’Olocausto





COREGLIA ANTELMINELLI – “
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” così scriveva Primo Levi nel 1976 nell’appendice per l’edizione scolastica di Se questo è un uomo. E mai come oggi l’esercizio della memoria, soprattutto tra i più giovani, ha bisogno di essere stimolato affinché certi avvenimenti drammatici del nostro recente passato non vengano dimenticati ma siano un monito per le generazioni future.

Con questo spirito, il
Comune di Coreglia di Coreglia Antelminelli ha deciso di celebrare quest’anno il Giorno della Memoria con un incontro presso la Scuola Secondaria di Primo Grado di Ghivizzano in presenza dello storico Matteo Viviani.

Martedì 27 gennaio, giornata internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto, il giovane studioso locale, alle ore 10.45, rievocherà una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: il genocidio di 6 milioni di ebrei messo in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945, e lo sterminio di tutti coloro che - per motivi razziali, politici o religiosi - condivisero la stessa sorte.

Matteo Viviani, giovane coreglino laureato in
Storia e tirocinante a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, torna quindi a parlare sul territorio dopo aver di recente presentato la sua indagine sul periodo bellico a Coreglia negli anni 1943-1944 condotta con il rigore scientifico che caratterizza chi affronta tematiche così delicate, sulla base di fonti e atti documentali oggettivi, frutto di ricerche e riscontri di archivio.

Oggi avvertiamo con maggiore urgenza – ha affermato il Sindaco del Comune di Coreglia Antelminelli Marco Remaschila necessità di allenare il ricordo per sottrarlo al rischio dell’oblio, soprattutto in un tempo dove la testimonianza dei superstiti si fa sempre più rara e preziosa. Conoscere il nostro recente passato ci aiuta a comprendere meglio l’attuale contesto internazionale per orientarci verso un futuro di pace e di speranza”. 

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