UNA FAMIGLIA IN 35 MQ, È QUESTO VIVERE?
Ho letto un articolo appello e vorrei che molti lo leggessero, specie su questo sito , lo scrivo con parole mie che riassumo cio' che ho letto su vari social sperando di smuovere un poco le coscienze di chi può intervenire
Mi vergogno a scriverlo, ma succede a San Vito in via Tito Marchetti
Una famiglia di 4 persone, con gravi problemi di salute, è stata “sistemata” in un appartamento popolare di appena 35 metri quadri.
Padre: 64 anni, disabile al 100%, su sedia a rotelle.
Madre: 61 anni, problemi di cuore, disabile al 75%.
Fratello: 26 anni, diabetico.
Figlio maggiore: 41 anni, che racconta tutto con disperazione.
Dormono tutti insieme in una camera, con il letto ospedaliero del padre. La cucina è un buco, non c’è spazio per sedersi. La carrozzina del padre non entra nemmeno in bagno: ogni volta urta muri e porte, provocandogli lividi.
Le infermiere non riescono nemmeno a lavorare dentro casa per mancanza di spazio. Hanno segnalato, il medico ha segnalato, tutti hanno segnalato. Ma nulla. Silenzio.
Il figlio dice una cosa chiara: “Questo non è un appartamento per una famiglia con disabilità, è una trappola. Chiediamo solo una casa più grande, o almeno di tornare al b&b sociale, dove avevamo tre stanze e potevamo vivere con dignità”.
Ma possibile che nel 2025 una famiglia già così fragile debba essere dimenticata in 35 mq? Possibile che nessuno intervenga?
Io rilancio questo appello: date a questa famiglia una casa degna, con almeno due camere e senza barriere architettoniche. Non chiedono un lusso, chiedono di poter vivere.